Nummiriun è un rapper abruzzese, di Lanciano e di origini Rom, protagonista di un tipo di musica – il rap militante – impegnata e ideologica, a livello sociale e politico. I suoi testi evidenziano l’ipocrisia razzista, gli episodi di diffidenza o di vera e propria intolleranza o paura quotidiana verso lo straniero, la contraddittorietà di apparire qualcosa indipendentemente da ciò che una persona è. Esprime inoltre il suo senso di appartenenza a un Paese che non sempre riesce a stare al passo con la contemporaneità, in un momento in cui all’apice di popolarità il rap italiano ha perso quasi totalmente ogni sua connotazione ideologica. 

Attraverso il nuovo singolo prodotto da Wes Mex, “La Pura Realtà”, ft. Lou Roche, ripercorriamo con Nummiriun alcuni dei migliori momenti del suo percorso artistico e qualche anticipazione di un anno che si prospetta ricco di sorprese. “La Pura Realtà”, che anticipa il nuovo album “Rivoluzione ROM-Antica” è il suo terzo singolo dopo “La vita non perdona” e “Underground Warriors”

Iniziamo subito a raccontare com’è nato il progetto artistico di questo disco… 

Il progetto che porta alla realizzazione di questo disco, di cui fanno parte i tre singoli usciti, tra cui questo: “La Pura Realtà”, nasce dalla volontà di creare un prodotto originale, sotto tutti gli aspetti compositivi, qualcosa che fosse nostro. è stato creato dall’aggregazione e dal tempo passato insieme a quattro compagni, sono stati momenti in cui ognuno ha dato all’altro quello che aveva da mettere in condivisione, abbiamo creato molto, tra le varie cose ho scelto le musiche più adatte per le parole che avevo la necessità di incidere. Ho chiesto la collaborazione di diversi artisti per più featuring, ho cercato, in base ai differenti scenari musicali, di indirizzarmi su quelli che ritenevo più vicini al contesto, li ringrazio tutti, compresi i produttori delle basi su cui ho avuto il piacere di rappare. 

Testi e tematiche risultano sempre fortemente votate all’impegno sociale e politico, che ruolo hanno questi aspetti nella tua vita e nella tua relazione con la musica? 

Venendo dalla cultura del centro sociale, in uno dei quali la sin raza crew è nata (zona 22), mi sento di portare i temi e le lotte di questo, che negli anni ho fatto mie, nel rap, cercando di sensibilizzare chiunque ascolti queste canzoni. I messaggi che connotano i miei versi hanno sfondi sociali, dove la vita vera si sviluppa, dove spesso ci si ritrova, dove spesso ci si perde, è voler condividere una via che a me ha salvato, invitando a seguirla, con il rammarico per le sconfitte e la soddisfazione per le vittorie, che sono sempre vittorie condivise e corrisposte.

Cosa ha rappresentato per te collaborare con gli Assalti Frontali, nel brano “Compagno Orso” dedicato a Lorenzo Orsetti, partigiano caduto nella lotta all’Isis per l’autodeterminazione del popolo curdo? 

E’ stato un piccolo traguardo della mia vita. è un gruppo che ascolto da tanto tempo e che continuo ad ascoltare con piacere, non avrei mai immaginato di poter arrivare a questo successo e realizzare di aver avuto questa possibilità mi riempie di speranza oltre che di forza. Questo a un livello strettamente personale ovviamente, come dicevo prima per me la musica, questa musica, è la maniera in cui riesco meglio a lottare, a sensibilizzare le persone che ascoltano su certe tematiche importanti. Il caso dell’autodeterminazione di un popolo che combatte per la libertà non fà eccezione, il compagno che abbiamo ricordato vive ancora nelle parole e nelle azioni di chi continua il percorso da lui interrotto, di chi crede nei suoi pensieri, di chi, speriamo, capirà quanto costa sacrificare la propria vita per realizzare quella che è l’idea di un mondo migliore, siamo sognatori attivi in un certo senso. 

Ad un certo punto ti sei dedicato completamente ai live, e hai aperto concerti di artisti come INOKI, ASSALTI FRONTALI, 99 POSSE, JOHNNY MARSIGLIA, WILLIAM PASCAL… Cosa porti con te di questa intensa esperienza? 

Spero innanzitutto che siano stati un inizio per un percorso che deve ancora venire, il fatto poi di aver avuto l’onore di poter aprire i live di questi artisti è stato un campo di prova per me. Lo è stato nei termini del mettersi in gioco e dover quindi superare le “ansiette” pre-esibizione, che quelle sere sicuramente erano più presenti, ma anche per il fatto di poter aggiungere elementi importantissimi al mio bagaglio culturale e musicale. Avere la possibilità di sentire e parlare con artisti molto bravi nel loro mestiere è qualcosa di incomparabile, sono stati dei banchi di scuola da cui spero di esser uscito più preparato, mi piacerebbe imparare di più e perché no, magari un giorno, avere anche io qualcosa da far studiare ad altri. 

Quale messaggio volete trasmettere con questo nuovo singolo “La Pura realtà”, ft. Lou Roche, prod. Wes Mex? 

Che la gente fin quando ci sei ti giudica, quando non ci sei più invece ti apprezza, le persone riconoscono il valore delle cose che fai ma non digeriscono il fatto che a farle sia tu, questa almeno è la mia esperienza: per la società italiana un rom deve fare il rom (il delinquente, l’abusivo, il “mafioso”, ecc.), parlo (e parliamo) sempre di vita vera in fondo, ci preme raccontare cosa viviamo, ci sentiamo di essere rappresentati ma per la nostra categoria di “ultimi” gli unici a poter essere la nostra voce siamo noi stessi.

Ciò che vogliamo rappresentare sono le contraddizioni di una società che issa bandiere alla modernità e all’apertura mentale ma in realtà vive ancora alcune forti ristrettezze di vedute e profonde paure. 

Un consiglio a chi sta iniziando con la musica rap… 

Penso di essere agli inizi anche io e quindi non ritengo di essere il più indicato a dare consigli. Potendo dire comunque la mia vorrei suggerire a chi ama quest’arte come me di rimanere sempre sé stessi, di non dover assomigliare a prodotti di fabbrica stampati e ristampati che vanno ad intasare i canali di ascolto (e di visualizzazione!!), se si ha solo una bicicletta non ha senso cantare di avere delle Cadillac, la menzogna socialmente viene rifiutata perché la si accetta in questo contesto? Inoltre le standardizzazioni culturali create dalle tematiche del rap di tendenza sono devianti per il pubblico medio, pensa a un ragazzo di 14 anni che non può permettersi la collana, il bracciale, l’orologio, il pantalone, la scarpa, ecc. come può sentirsi? Come dovrebbe sentirsi rappresentato? Bisogna tornare a un prodotto “artigianale”, curato dall’inizio alla fine ecco, qualcosa che sia per tutti, perché nella realtà non importa davvero molto ciò che indossi ma quello che dici e come ti comporti. 

Uno dei tuoi progetti solisti in corso è l’album Rivoluzione ROM-Antica; che comprende anche la nuova traccia “La Pura Realtà”. Cosa possiamo aspettarci dal prossimo album? 

La maturazione di un ignorante che resosi conto della propria ignoranza e avendo appreso ad imparare ha cercato di fare il possibile per crescere, ha ancora molta strada da fare però posso affermare con soddisfazione che sia partito. L’arte è un continuo evolversi e i progetti relativi con essa, spero sempre di migliorare e dover fare la cosa più bella da me fatta, quindi ritengo che per ora sia un buon lavoro, che mi ha dato le mie soddisfazioni, aspetterò la reazione del pubblico per poter tirare le somme e dare un giudizio complessivo, spero di non “squagliarla” parlando prima, a me ovviamente piace altrimenti non l’avrei fatto. Volevo ringraziare tutti quelli che vi hanno partecipato e che con pazienza continuano a collaborare con me per tutto il lavoro che c’è ancora da fare, condividiamo buono e brutto di ciò che verrà e di ciò che è venuto.

Per finire volevamo ringraziare te che ci hai dato l’opportunità di presentarci e per averci offerto un canale in più per poter condividere i nostri pensieri e la nostra musica, queste possibilità sono fondamentali per chi si costruisce a partire da niente, dal basso. 

Grazie a voi per aver condiviso con tutti noi il vostro punto di vista e la vostra arte!

Arianna Caracciolo