Membro della leggendaria crew Dogo Gang, Ted Bee ha all’attivo da più di 10 anni produzioni che hanno segnato la storia dell’hip hop underground in Italia.

 

E’ da poco terminato il periodo di Lockdown, come hai trascorso questa quarantena?

«Non ho scritto altri pezzi se volete saperlo, mi ero “ripromesso” di fare una pausa dall’attività musicale e discografica. Nell’ultimo periodo avevo portato avanti altri progetti come quello su YouTube, “A Scuola Con Ted Bee” (dove parla di temi storici di nicchia e “controversi” NDR), anche se in realtà qualche pezzo l’ho scritto, esempio COVID-Freestyle».

Da dove nasce la tua passione, e la voglia di trasmettere e comunicare fatti storici?

«Nelle mie canzoni è sempre uscita questa passione per la storia, attraverso riferimenti e citazioni. Cerco sempre di restare aggiornato sulle nuove forme di comunicazione che la tecnologia offre, se la comunicazione attraverso Youtube fosse esplosa qualche anno fa, quando avevo 20 anni ad esempio, avrei iniziato prima. Sopratutto i miei due ultimi EP sono focalizzati sullo storytelling, la divulgazione per la storia e certi particolari temi, adesso sono riuscito a trovare una nuova formula che me lo permetta».

Per le tematiche storiche e politiche che hai trattato nei tuoi pezzi, in passato hai fatto molti featuring con Fedez, con lui vi sentite ancora?

«I primi lavori di Fedez trattavano molto di tematiche politiche e sociali, sopratutto nel periodo iniziale della sua carriera, capitava spesso di sentirci e abbiamo fatto numerosi pezzi assieme, successivamente le strade si sono divise e ora non lo sento più da tempo, come molta altra gente. Credo che io stesso ho preso dei percorsi diversi da quello che facevo all’inizio, ma il voler trattare di “certe tematiche” resta nella musica di entrambi».

Parlaci del tuo ultimo EP “A Scuola Con Ted Bee”, com’è nato questo progetto?

«E’ quasi la continuazione di quello precedente, “Musica senza ascoltatori”. Entrambi sono dedicati allo Storytelling, ho recuperato storie, poco conosciute ma molto interessanti di personaggi della storia italiana, per lo più borderline, quelli che io chiamo “Eroi Tristi” personaggi sconfitti, anarchici, partigiani, avventurieri, che ho cercato di raccontare nella forma del Rap».

Come continuerà il progetto “A Scuola Con Ted Bee”? Vorresti anche scrivere qualcosa?

«Ho già iniziato a scrivere, collaborando con una testata web che si chiama duerighe.com, dove mensilmente scrivo degli articoli di opinione di carattere storioco culturale e attualità. La mia idea di “A Scuola Con Ted Bee” era molto orientata all’esibirsi live, un percorso già iniziato, portato avanti con dei live in forma acustica con una band composta da Virus (produttore), Stefano Citron (batteria), Riccardo Bianchi (chitarra). Questi live saranno intramezzati da parti di speaking e reading in cui tratteremo dei temi di carattere storico in riferimento ai brani.
La crisi sanitaria incorso ha bloccato l’avanzamento dei live. il fatto di non potermi esibire è una cosa di cui ho sofferto, in quanto ha bloccato la continuazione del progetto».

Parliamo dei tuoi progetti “passati”, come sei entrato nella Dogo Gang?

«E’ avvenuto in maniera quasi casuale, i miei primi pezzi li ho registrati in studio da Don Joe, ai tempi gli studi erano molto pochi e Joe aveva uno studio a Bovisio Masciago, abbastanza vicino a dove abitavo io, registrando lì i miei pezzi ho ricevuto i primi feedback positivi e complimenti da lui e dai Club Dogo. Nel 2005 ci sarebbe stato il 2 The Beat, una delle piu grandi manifestazioni di Freestayle dei tempi, Jake non voleva più fare freestayle ma era importate che i Club Dogo partecipassero all’evento. Fu Marracash a chiedermi di partecipare in rappresentanza dei Club Dogo, la mia nascita ufficiale nella Dogo Gang inizia con quell’evento. Avevo vinto ai quarti di finale con Principe e perso in semi finale con Mastino per acclamazione del pubblico, e lui in quell’occasione giocava in casa.
Francamente del freestyle non mi è mai interessato, era un bel trampolino di lancio per farsi conoscere. Capita ancora che la gente mi faccia i complimenti per i miei freestayle ma non mi interessa più di tanto, non era quello l’obbiettivo della mia carriera».

Un’altra passione che emerge nei tuoi pezzi è quella per il Milan, la coltivi ancora?

«Di questi tempi è dura, quella c’è sempre stata ma si è affievolita dopo il 2012, mi ricordo che ero a vedere allo stadio Milan – Novara, la partita dell’abbandono dei grandi “senatori”come Nesta, Inzaghi, Seedorf, avevo la sensazione che il mio Milan fosse finito, cosa che poi è accaduta, oggi non ho più quella grandissima passione, anche se continuo a seguire».

Sei più andato in Curva?

«Dirò una cosa forse “impopolare” ma ho smesso di andare in curva dal 2009 dopo i fischi a Maldini, sono andato altri anni fino al 2012, poi ho smesso di fare l’abbonamento. Ho iniziato ad andare allo stadio nel 2000. Mi sono sparato quei 13-14 anni intensi di tifo in Italia ed Europa. Adesso non avrei più la forza fisica e la voglia di stare in un ambiente così».

Qual’è un tuo disco che ti rappresenta pienamente?

«E’ una bella domanda, ti direi che il disco che ricordo con una certa nostalgia è 110 e Lode. Quel disco è nato in un contesto di piena sinergia con chi ha collaborato con me, un contesto in cui tutti credevano in quella cosa, e sopratutto perchè, e forse questa mia percezione non coincide con quella che è la percezione del pubblico, rispetto ai due dischi precedenti che erano due dischi molto “forti”, per certi versi ancora un po “ingenui” e “instintivi”, in 110 e Lode avevo trovato una certa maturità artistica e musicale, anche nella costruzione del disco, come featuring e tracce. Ai tempi che non esisteva Spotify, “impacchettare” un album in un certo modo era importante.»

Video intervista:

 

A Scuola Con Ted Bee EP: https://music.apple.com/us/album/a-scuola-con-ted-bee-ep/1498854543

A Scuola Con Ted Bee su Youtube: https://www.youtube.com/playlist?list=PLyhOG17yEnBGkK9gJaXV6FrZeB6QocKad

 

di: Riccardo Beretta