Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ainè ,uno dei migliori nuovi talenti  della scena contemporary r&b e soul in Italia. “Generation One” è il suo album d’esordio disponibile dal 24 maggio per la Totally Imported.

Buona lettura…

Ciao Ainè. Benvenuto a Hip hop Italy .

Il tuo disco da solista è uscito da qualche tempo e ha esordito molto bene: quali sono le tue impressioni a riguardo?
Siamo molto contenti del risultato, non è da tutti uscire da indipendenti senza avvertire, a gamba tesa, ed entrare subito al numero uno della classifica Hip Hop/Rap i iTunes Italia. Figo

Come defineresti “Generation One” e perchè hai scelto di dare questo titolo?
“Generation One” rappresenta le radici, il futuro, la freschezza, la novità, il nuovo, il diverso, Il cambiamento, la voglia di arrivare, la passione, l’amore per la musica, per l’Arte, la voglia di creare un movimento diverso, contemporaneo, dare voce a chi non ce l’ha.
E ci stiamo riuscendo.

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Nel tuo disco ci sono tante collaborazioni di spicco, c’è qualche altro artista che stimi e con cui vorresti collaborare.
Devo dire che quest’anno abbiamo dato il meglio di noi stessi, o meglio la mia produzione, mai avrei pensato di ricevere cosi tante risposte positive da parte degli artisti.
Da Sergio Cammariere, Ghemon, Gemello, Shorty, ad Alissia Beneveniste, Kyle Miles al basso (Bilal, Nick Hackim, Herbie, Robert Glasper), Reuben Cainer al basso (Bilal, Animus Rexx), Randy Runyon alla chitarra (bilal, Nick Hackim): è stato incredibile, sto già pensando al secondo disco, e alle prossime feat. ma non ve le dico adesso, preferisco parlare quando gli argomenti sono sicuri 😉

Questo disco è davvero un progetto ambizioso. Puoi dirci, se c’è, qual è stata l’idea di base e “scatenante” per cui hai deciso di dar vita a questo capolavoro.
Prima di tutto ti ringrazio per il “capolavoro”, troppo buoni.
Guarda, la verità è che ho molta rabbia dentro, ho tante cose da dire, amo la musica in maniera viscerale, sento di avere un dono, di avere una missione, una vocazione, sono sempre stato messo da parte, ma grazie a questa famiglia e questa crew incredibile sono riuscito a dare voce alle mie idee, a quello che sono e trasformarlo in “Generation One”.
Lo scopo di “Generation One” è proprio questo.

Com’è nata la tua passione per la musica e come ti sei approcciato a questo genere.
Famiglia di musicisti, sono cresciuto con Miles, Chet, Michael, Stevie, D’angelo, J-Dilla, Herbie, nelle orecchie e nell’anima tutti amici ahah 😉

Ascolti altri generi musicali? Se si quali?
Sono totalmente schiavo di questa arte, mi controlla, mi guida, mi manipola, mi cambia.
Ascolto tutto, amo il rock, l’elettronica, il soul, il pop (quello bello), l’Hip hop, la musica classica, la bossa: ascolto tutto, prendo spunto ovunque, basta siano cose belle e fatte bene.

Da dove trai ispirazioni per i tuoi brani?
Dalla curiosità, ascolto molto, credo molto nella ricerca, nello studio dettagliato della musica, la cosa fondamentale è la curiosità, avere rabbia, fame, aiuta molto.

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Quale consiglio vorresti dare ai giovani artisti che, come te, vogliono intraprendere questa percorso artistico?
Di studiare, studiare, studiare, suonare uno o più strumenti, scrivere musica propria fondamentale, è tutto molto più divertente.
Non ascoltare nessuno che provi minimamente a fermarti.  Ognuno di noi ha qualcosa da dire, l’importante è non fermarsi, stare al passo con i tempi, con il futuro, se possibile, girare tanto, crearsi occasioni, avere fame, avere coraggio, ascoltare, condividere musica con persone di diverse culture, colori e lingue diverse.
C’è sempre da imparare. Uscite alla scoperta, e non abbiate paura.

9 – Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi prossimi programmi (eventi,live,tour ecc…) 
A breve uscirà il video di “Be my one” con Alissia Benveniste. stiamo lavorando al Tour, che durerà fino a Gennaio.
In ballo molte novità. Le comunicheremo più avanti, per farvi capire sto già scrivendo i brani del prossimo Album.
A gennaio me ne andrò un po’ al Berklee a Boston , per poi tornare

Un abbraccio a tutti gli amici di Hip hop Italy, e grazie della bella intervista.